Il rapporto di cane e gatto con la musica è stato approfondito da diversi studi nel corso degli anni e tutti concordano sulla loro capacità di percepire suoni non captati dall’orecchio umano.

A causa di questa diversità morfologica, i gusti di cani e gatti non sempre coincidono con i nostri, con qualche piacevole eccezione.

È tutta una questione di vibrazioni

L’orecchio del cane comincia ad attivarsi per percepire i suoni dopo due settimane di vita e può arrivare a percepire suoni dai 65 hertz fino ai 45.000 hertz. Per dare un termine di paragone, un essere umano in salute va dai 20 hertz fino a 20.000 hertz, anche se effettivamente la nostra sensibilità si sviluppa per frequenze più limitate, tra i 2.000 hertz e i 5.000 hertz.

I gatti hanno una percezione ancora più ampia che li porta a percepire suoni dai 30 hertz fino ai 65.000 hertz. Queste caratteristiche permettono sia a cani che gatti di percepire vibrazioni minime e ultrasuoni per noi inascoltabili, con una precisione maggiore rispetto a noi.

La musica che piace (e quella che non piace)

Come accade anche per l’uomo, la musica più piacevole all’ascolto risulta essere quella classica, grazie alle sue costruzioni armoniche, in grado quindi di rilassare anche cani e gatti. Non sono stati riscontrati particolari effetti invece sulla musica pop o commerciale, percepita come un rumore di fondo per cui la sensazione di piacevolezza, diventa soggettiva.

Tra i generi musicali “pet friendly” è stata registrata da parte dei cani un certo interesse per il blues classico, il reggae ed il soft rock, grazie al bilanciamento tra bassi e armonia. Discorso differente per la musica tecno, la dance ed il metal, generalmente non tollerato da tutti i cani e che come nel caso degli umani, portano all’aumento del battito cardiaco e possono portarli ad essere più frenetici.

I gatti si mostrano estremamente più disinteressati alla musica da ascoltare, a meno che non sia costruita appositamente per loro o non si ascolti armonie di musica classica o suoni che riconoscono come calmanti. Nel 2015, per capire se i gatti sono sensibili alla musica, gli scienziati dell’Università del Wisconsin, Madison e dell’Università del Maryland hanno composto la “musica gatto-centrica”. A quanto pare,  le vocalizzazioni naturali dei gatti si abbina a frequenze pari a un’ottava in più rispetto alle voci umane.

Nella musica umana il ritmo spesso imita il nostro battito cardiaco così per creare la musica dei gatti, il team di ricercatori ha replicato “il tempo” delle cose che i gatti amano. La musica composta per i nostri amici felini gira alla stessa frequenza delle loro fusa e contiene suoni della natura, rumore di croccantini e, ovviamente, le fusa di una mamma gatta. Discorso simile per i cani, in cui la frequenza ed il ritmo del dialogo tra esseri umani o i rumori legati a mamma cane, risultano i più piacevoli da ascoltare.

Nel rapporto di cane e gatto con la musica gioca un ruolo anche l’approccio del suo umano di riferimento, con il quale può scegliere di condividere dei momenti di gioco o di affettuosità a prescindere dalla musica ascoltata, a patto che non si tratti di musica ascoltata a volumi altissimi.

Le playlist “bestiali”

Nel corso degli anni sono state costruite diverse playlist pet-friendly. Basta fare una breve ricerca su Youtube per trovare tantissime playlist per far rilassare cani e gatti ma tra queste, si distingue l’iniziativa di Spotify, il noto servizio di streaming audio che ha creato una vera e propria sezione dedicata, consultabile a questo link